Grazie all'idea di Briciolina🥰 diamo vita a
"Dialoghi sussurrati" un'iniziativa nata per dar voce ai libri che meritano una chance in più.
📖 A chi non è abituato a leggere raccolte di racconti (proprio come me)…cosa ti piacerebbe dirgli per convincerlo a dare una possibilità a questo genere?
Innanzitutto ti ringrazio della disponibilità e di aver accettato la sfida di leggere un libro che differisce dal genere a cui sei avvezza.
Ti spiego un po' di più come mai amo le novella sia leggerle che scriverle.
Sono cresciuta leggendo Cechov e Gogol. Il primo ha probabilmente incentivato la mia propensione a raccontare la realtà in maniera diretta e sintetica. Lui infatti ha scritto solo novelle e teatro.
Le emozioni si possono condensare o diluire, ognuno le esprime in maniera diversa. Considero ogni mia novella una sorta di lente d'ingrandimento puntata su un dettaglio. Ognuna si focalizza su un frammento di una giornata o più giornate che all'apparenza sembra insignificanti ma che invece svela molto su una relazione o una persona. Fondamentale è scegliere il dettaglio da narrare che può essere anche una cosa che passa inosservata. Il mio compito e valorizzarlo e farlo notare al pubblico per ciò che è: un dettaglio da non trascurare. D'altronde le persone le puoi conoscere da uno sguardo, le emozioni si possono trasmettere con una frase (vedi chi scrive aforismi), i sentimenti li puoi veicolare con una parola.
Prendiamo l'arte: gli impressionisti con pochi tratti regalano sensazioni precise e nette.
Una lacrima può sintetizzare tante emozioni più di un pianto. Così come un sorriso più di una risata.
Ti faccio un altro esempio: le novelle sono come tanti piccoli pasticcini ognuno "descrive" una sfumature diversa della dolcezza e golosità. Un dolce intero invece è un romanzo: ogni fetta è una parte della medesima ricetta. I pasticcini e i dolci interpretano la golosità e la dolcezza in maniera diversa e peculiare ma entrambi lo fanno benissimo!
📖 Il tuo libro in una parola?
Umano
📖 Parlami di Anne e Etta, i personaggi principali del tuo libro.
Sono giovani donne che incarnano le varie facce della femminilità. Sono più che 'reali', sono vere...
Ho pensato di usare un gruppo di personaggi, fra cui spiccano in maniera particolare Anne e Etta, e calarlo in situazioni diverse: ironiche, spensierate, profonde. Così facendo ho legato insieme tutte le novelle e ho messo alla prova i miei personaggi per vedere come se la cavano in determinate condizioni. Soprattutto ho dato la possibilità ad Anne e Etta di svelarsi per come sono: ogni novella parla di una loro sfumatura che è potuta emergere grazie a quella situazione peculiare. D'altronde sono le circostanze che ti fanno conoscere a fondo le persone... E qui potrei parlare del mio libro Inganni che analizzano le zone d’ombra delle relazioni umane. Lo faccio, come al solito, senza giri di parole.
Ah! Specifico che gli uomini del libro... ahimè non sono veri!

























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